Carlo Turati, milanese, cinquantenne, laurea alla Bocconi (con una tesi la cui parte più interessante è sua madre che lo insegue per l’università con una cravatta in mano), trascorre quasi 20 anni a fare il docente universitario, passando la maggior parte del tempo a sottrarsi alla tentazione di praticare o subire molestie sessuali. In quelle aule conosce la mamma delle sue bambine (Maite e Cecilia), a dimostrazione che anche in un contesto parassitario può succedere qualcosa di buono. Nel ‘96 trasforma il suo hobby –la scrittura- in un lavoro e il suo lavoro in un secondo lavoro. A quel punto sostituisce una forma cronica di assenteismo con delle dimissioni formali dalla sua cattedra di professore quasi ordinario (credo sia l’unico caso in Italia a parte il nonno Giorgio che però in cambio è diventato presidente della SNAM). Oggi di mestiere fa l’autore perché, come si dice, dietro ogni cretino sul palco c’è sempre un imbecille che lo aiuta a pensare. Il suo motto è: “Se l’uomo fosse perfetto, cambierebbe mestiere”.





sabato 1 marzo 2008



Antonello 'Nello' Taurino lo vidi la prima volta nel 2003 che saliva sul palco di Zelig con in testa un cappello rosso più simile a un preservativo che a un passamontagna. A piedi nudi e con una lentezza esasperante faceva il personaggio del Clerico Vagante, un gaffeur professionista. L'anno dopo venne No Limits e venne, oltre il comico, la persona. So che dire timido non significa molto, so che attore significa tutto e niente, so che animo candido può sembrare un insulto di ingenuità. Eppure Nello è tutto questo insieme: insicuro e brillante, geniale e naif, infantile e maturo. Un vero ossimoro vivente che spero un giorno di veder recitare su palchi più importanti di quello di Viale Monza. Per adesso mi accontenterei di vederlo trombare un po' di più :)

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