A ognuno piace pensare di avere delle idee interessanti. Io ho provato a elencare alcune delle idiozione che mi sono venute in mente nella vita.
Idea 1 - Lo stronzo guida: lo stronzo guida (o la stronza guida) sono la risposta all'aforisma "Ognuno è l'imbecille di qualcun altro, ma tu cerca di non essere l'imbecille di chi hai di fronte in questo istante". Normalmente, per ridurre il rischio di essere l'imbecille di troppi, è conveniente crearsi una o più immagini di riferimento verso cui indirizzare le proprie frustrazioni: queste immagini o persone sono i nostri stronzi guida. Lo stronzo guida è, per la maggior parte degli adulti, l'ex-partner a cui si attribuiscono atrocità di una malvagìa superiore a quella di Gengis Khan; i fallimenti della propria vita e le mille tribolazioni che condiscono il proprio malessere quotidiano. Il vantaggio di avere uno stronzo guida è che ci si evita di comportarsi a propria volta da stronzi con tutti gli altri. Un primo consiglio: dovendo scegliere una persona con cui dividere la propria vita, cercatela con uno stronzo-guida precostituito: aiuta ad evitare di diventarlo a vostra volta. Un secondo consiglio: se non ce l'avete, inventatevelo!
Idea 2 - La troia immaginaria: normalmente è uno dei prodromi scatenanti della sindrome dello stronzo guida in quello che lo diventerà per voi. Nel senso che, una persona che voi avete eletto a vostro potenziale stronzo guida, può più agevolmente comportarsi in modo da diventarlo se inizia anche solo a sospettare dell'esistenza di una troia immaginaria al vostro fianco (o, al femminile, del cosiddetto puttaniere immaginario). Naturalmente, una volta avviato il processo di trasformazione di una persona normale in un teorico stronzo guida, è sempre consigliabile sostituire la troia immaginaria con una donna vera (troia o meno, si capisce): un vecchio trucco per unire l'utile al dilettevole;
Idea 3 - Il bell'anatroccolo: il bell'anatroccolo, ovviamente, non sa di esserlo. Cioè, ha la netta percezione di essere un anatroccolo, ma è convinto di essere costantemente fuori luogo nella vita. Diversamente dal brutto anatroccolo (che, conoscendo la favola, si illude di poter diventare un giorno quel tipo di cigno che restituirà tutte le umiliazioni che man mano accumula), il bell'anatroccolo si sente brutto a 360 gradi, ma sa che non diventerà mai cigno. Mentre nell'animo del brutto anatroccolo covano i prodromi che lo porteranno a sperare un giorno di essere il Dr. House; in quello del bel anatroccolo è potente il desiderio di essere accettato dai suoi simili di quel momento.
Idea 4 - Il brutto cigno: il brutto cigno, ovviamente, non sa di esserlo. Cioè vive nella costante convinzione di essere un cigno e come tale guarda dall'alto verso il basso l'universo degli anatroccoli. Ma, nello stesso tempo, è solo tollerato dai veri cigni. E' una specie di disadattato felice che non sa di esserlo finchè non incontra un bell'anatroccolo che gliele rende una per una. Fino a quel punto, tuttavia, il punto a suo favore è che, autoilluminandosi della sua convinzione (la teoria del 'se ti senti bello, anche gli altri ci crederanno), vive molto meglio di un bell'anatroccolo. Il punto a suo sfavore è che quando il mito crolla (la teoria del 'ma se sei brutto, prima o poi gli altri se ne accorgono), sta molto peggio di un bell'anatroccolo.
Idea 5 - Il bonobo immaginario: molti maschi sono alla perenne ricerca di una giustificazione biologica e/o culturale del loro iperattivismo sessuale immaginario. Benchè la tesi dell'uomo cacciatore sia sicuramente la più diffusa, esiste in natura un buon referente evolutivo. Tale referente è costituito dal bonobo, simpatico primate ad elevata bulimia sessuale. E' per questo che non pochi uomini motivano la loro frenesia affermando di discendere direttamente dal bonobo (il bonobo immaginario, appunto). Sapendo che il bonobo possiede un'autonomia dall'astinenza sessuale misurata in circa 90 minuti (novanta), capirete che affermare di esserne eredi mette al riparo da ogni critica (la teoria del 'va bene la morale, però anche il pisello ha una etica').
Idea 6 - L'egoismo cooperativo:
Idea 7 - Far buon viso a orecchie da mercante:
Idea 8 - Se la vostra vita non è divertente, aggiungete dei particolari che almeno la rendano interessante agli altri:
Idea 9 - Orizzontale è meglio che verticale:
Idea 10 - La mia teoria sul Dr. House:
Carlo Turati, milanese, cinquantenne, laurea alla Bocconi (con una tesi la cui parte più interessante è sua madre che lo insegue per l’università con una cravatta in mano), trascorre quasi 20 anni a fare il docente universitario, passando la maggior parte del tempo a sottrarsi alla tentazione di praticare o subire molestie sessuali. In quelle aule conosce la mamma delle sue bambine (Maite e Cecilia), a dimostrazione che anche in un contesto parassitario può succedere qualcosa di buono. Nel ‘96 trasforma il suo hobby –la scrittura- in un lavoro e il suo lavoro in un secondo lavoro. A quel punto sostituisce una forma cronica di assenteismo con delle dimissioni formali dalla sua cattedra di professore quasi ordinario (credo sia l’unico caso in Italia a parte il nonno Giorgio che però in cambio è diventato presidente della SNAM). Oggi di mestiere fa l’autore perché, come si dice, dietro ogni cretino sul palco c’è sempre un imbecille che lo aiuta a pensare. Il suo motto è: “Se l’uomo fosse perfetto, cambierebbe mestiere”.
sabato 1 marzo 2008
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