Carlo Turati, milanese, cinquantenne, laurea alla Bocconi (con una tesi la cui parte più interessante è sua madre che lo insegue per l’università con una cravatta in mano), trascorre quasi 20 anni a fare il docente universitario, passando la maggior parte del tempo a sottrarsi alla tentazione di praticare o subire molestie sessuali. In quelle aule conosce la mamma delle sue bambine (Maite e Cecilia), a dimostrazione che anche in un contesto parassitario può succedere qualcosa di buono. Nel ‘96 trasforma il suo hobby –la scrittura- in un lavoro e il suo lavoro in un secondo lavoro. A quel punto sostituisce una forma cronica di assenteismo con delle dimissioni formali dalla sua cattedra di professore quasi ordinario (credo sia l’unico caso in Italia a parte il nonno Giorgio che però in cambio è diventato presidente della SNAM). Oggi di mestiere fa l’autore perché, come si dice, dietro ogni cretino sul palco c’è sempre un imbecille che lo aiuta a pensare. Il suo motto è: “Se l’uomo fosse perfetto, cambierebbe mestiere”.





giovedì 27 dicembre 2007

Le mie immagini

Il mio piccolo giro del mondo in 50 anni
Una piccola storia
La casa sul confine della sera
ArciZelig 2008 (il mio backstage)
Persone
Vignette
La volpe e me

2 commenti:

LauraGallipoli ha detto...

Il Piccolo Principe è tra i libri guida della mia vita. La sera di ferragosto stavo per chiederti se piaceva anche a te...a proposito di casualità di cui si parlava...
Se puoi contattami sulla mia casella di posta, ho delle cose da raccontarti. Ciao da una futura quarantenne affascinante.

LauraGallipoli ha detto...

Scusa Carlo ma è l'unico modo che ho per contattarti...