Carlo Turati, milanese, cinquantenne, laurea alla Bocconi (con una tesi la cui parte più interessante è sua madre che lo insegue per l’università con una cravatta in mano), trascorre quasi 20 anni a fare il docente universitario, passando la maggior parte del tempo a sottrarsi alla tentazione di praticare o subire molestie sessuali. In quelle aule conosce la mamma delle sue bambine (Maite e Cecilia), a dimostrazione che anche in un contesto parassitario può succedere qualcosa di buono. Nel ‘96 trasforma il suo hobby –la scrittura- in un lavoro e il suo lavoro in un secondo lavoro. A quel punto sostituisce una forma cronica di assenteismo con delle dimissioni formali dalla sua cattedra di professore quasi ordinario (credo sia l’unico caso in Italia a parte il nonno Giorgio che però in cambio è diventato presidente della SNAM). Oggi di mestiere fa l’autore perché, come si dice, dietro ogni cretino sul palco c’è sempre un imbecille che lo aiuta a pensare. Il suo motto è: “Se l’uomo fosse perfetto, cambierebbe mestiere”.





giovedì 27 dicembre 2007


Luca 'Ratko' Klobas, veneziano ma originario dell'Istria è uno dei cavalli di razza del cabaret che io amo. Violento e trasgressivo sul palco è un'anima gentile che sa dare forza a un gruppo e amicizia. L'ho conosciuto in occasione di una produzione Zelig, intitolata No Limits, dove faceva la parte di Ratko l'albanese. Il suo grido di battaglia "Iuri", mi ha fatto conoscere Goran Bregovic. A lui devo il mio amore per Ederlezi, per il canto nero, per la musica tzigana, per il cabaret fatto di cattiveria. Non foss'altro che per questo gli sono debitore :)

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